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Povera Italia, Poveri Noi!

Capitolo II
1.Sganasciano le loro mascelle
spiumando uomini e cose.
Levano finanche la pelle
con quelle parole stizzose !
5.Dal prete di buona parrocchia
al senatore ladro e cornuto
di questi ne fanno pappocchia.
Giustino: Ai porci più nulla è dovuto!
9.Grazie a questa brava gente
l’Italia ha perso l’onore.
L’onesto è ormai un indigente.
Il corrotto è solo d’autore !
13.Nino: Grassi almeno lo ammette:
rubare è un atto illegale!
Tuttavia tangenti e mazzette
son linfa del Sistema Statale.
17.Giustino: Bravo quello a fare intrugli !
Non m’incanta con le sue sentenze.
Dal lecito agli imbrogli
ne vanno già di differenze !
21.Clara: Per te, che non sai cos’è il potere!
Ma per quelli cadregati su poltrone
l’illecito è lecito godere
come sorta di venale eccitazione.
25.Nino: Questo è il bello della democrazia !
Poter gridare in piena libertà:
“finché si può ciular con diplomazia
si può crepare in odor di santità!”
29.Sara: Ahh! Perciò l’Italia è terra di santi!
Sempre pronti a bene dire
ma nei fatti illustrissimi briganti
sbafatori d’altrui lire.
33.Clara: Li avete pur visti al processo Fregani
i nostri cari massimi esponenti.
Par che pure le loro linde mani
al grattagratta siano sempre compiacenti.
37.Giustino: Son tutti intrallazzati:
bianchi, verdi e rossi.
Che siano neri od incazzati
di quel Trino o di quel Morsi!
41.Nino: E del Farlusca, cosa te ne pare ?
Lui promesse non ne fa.
"Il miracolo è l’affare !"
Lo sostiene in umiltà.
45.Giustino: E in vera umiltà ti dico
che al ciarlare io non credo.
Al buon senso, spesso avvilito,
solo a questo non diniego.
49.Nino: Orsù! Quarant’anni di democrazia
di pace, pluralismo e libertà
son risultanti - e non certo profezia -
del buon senso delle nostre autorità!
53.Clara:Forse. O forse ordito di minuzie:
compromessi, patti e tradimenti
ben gestite, controllate con astuzie
da strateghi, dittatori, irriverenti.
57.Sara: Ma qual Potere è mai sortito dall’Onestà
da Trasparenza delle scelte e degli intenti !
Se così fosse, macchè partiti, faziosità,
ideologie e arringhe dei potenti!
61.Nino: Dottore badi bene: tutto ha un prezzo!
Alla democrazia non si tende con utopia.
Attenta dunque: giudicare con disprezzo
non cambia proprio nulla. Non porta miglioria.
65.Giustino: E sia! Ciò non toglie che solo sani valori
potrebbero mutar sto’ cupo sfondo.
Non certo l’etica di scaltri millantatori
al comando, sulle poltrone del mondo.
69.Clara: Già. Ma intanto noi da queste a molla
ora si deve levar le tende.
Morir ci attende nella gran folla !
Ancora poco. Poi si scende.
73.Al binario diciassette di Porta Garibaldi
giunge il treno, sfinendo piano piano.
Lo stridere continuo dei freni ancora caldi
si mescia inavvertito nella caotica Milano.
77.Scemano le luci
si schiudono le ante:
un brulicar di voci
si staglia in un istante.
81.Uno dopo l’altro riversano di getto:
i pendolari sbarcano su la banchina morta!
La invadono, ponendosi in assetto,
con passo frettoloso ed andatura accorta.
85.I quattro compagnoni
si lanciano il saluto.
Anch’essi sono fuori
nel giro di un minuto.
89.Poi come sempre accade
ognun per la sua via.
S’accendono le strade.
Di fatto è frenesia.