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E INTANTO, PIOVE!

Capitolo III
1.In attesa del convoglio
se ne stanno i pendolari
come fossero scolari
con il capo chino al foglio.
5.Impiccati nelle sciarpe
spettinati e infreddoliti
si dimenan rattrappiti
inchiodati nelle scarpe.
9.D’improvviso il cielo oscura:
qualche goccia. Poi giù fitta.
Hanno tutti un’aria afflitta.
Or l’attesa si fa dura.
13.Sbocciano gli ombrelli
al fenomeno pluviale.
Ai ripari col giornale
si ricorre senza quelli.
17.Ma costante è il rituale:
da lontano fischia il treno.
Sullo stridere del freno
stare in fila è naturale.
21.S’aprono le porte
a risucchiar le folle.
Sulla banchina sbolle
il quadro a facce smorte.
25.I parapioggia sfatti
sfioriscono ordinati
sviliti ed ammosciati
da quei congegni a scatti.
29.Negli umidi vagoni
l’ambiente è assai viziato
da un’aria di bagnato
di sciatti cantinoni.
33.Qualcuno trova posto
fra quelli già seduti.
Gli ombrelli ben spremuti
di terra han fatto mosto.
37.Nel carrozzone pieno
quegli altri son birilli
precari come brilli
allo smottar del treno.
41.La pioggia giù a dirotto
è un lacrimar perpetuo:
dal finestrin, sul vetro
il mondo par distorto.
45.Ma in questo dì funesto
ai quattro compagnoni
di recitar sermoni
non manca certo l’estro.
49.Così par già forbita
di sommesse battutine:
come tutte le mattine
la ciarlada prende vita.
53.Il chiacchierio strisciante
si fa sempre più intenso
sull’orlo di un immenso
bordello dilagante.
57.Del capotreno il fischio
avverte la partenza
lasciando la parvenza
d’averla messa a rischio!
61.Il moto macchinoso
riprende lentamente
sbloccando finalmente
il freno un po’a ritroso.